Colpito da uno dei loghi più belli degli ultimi tempi mi metto all'ascolto dei danesi Scimitar, anche perchè è sempre bene dare una possibilità alle produzioni che arrivano dalla mitica Crypt Of The Wizard. Dopo una lunga intro abbastanza inutile l'attacco di "Aconitum" con le sue rullatone e i riffoni sparati in faccia è un bello schiaffone. Ma c'è qualcosa di famigliare quando attacca la voce femminile. Certo di cantanti donne sullo stile di Siouxsie il metal underground è bello ricco ma mentre ascolto mi chiedo chi mi ricorda nello specifico? Devil's Blood? Mansion? Alunah? Lucifer? Witch Mountain? Non riesco a mettere a fuoco. Poi guardando i nomi mi si accende la lampadina: Shaam Larein! Sicuramente non vi dirà niente ma ha pubblicato qualche anno fa una manciata di bei dischi non troppo lontani dallo stile dei Devil's Blood. E' bello ritrovarla in un nuovo contesto, sempre oscuro, e con uno stile decisamente più originale. Negli Scimitar la velocità è accelerata più del doppio sfiorando quasi tempi black metal e l'enfasi si sposta più che nell'atmosfera in un effetto confusione frastornante. I colpi arrivano a sorpresa e nei quaranta minuti del disco c'è ben poco spazio per prendere fiato. Scimitarium I è un disco per cultori perchè non c'è nessuna concessione all'ascoltatore: c'è solo una band che tira spadate su spadate senza pietà.
[Dale P.]
Canzoni significative: Hungry Hallucinations, Aconitum.
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